LE NUOVE PENSIONI

Sintesi delle nuove regole per andare in pensione, contenute nel Decreto legge "Monti", ovvero
"Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità
e il consolidamento dei conti pubblici", n. 201,
pubblicato sulla GU n.
284 del 6-12-2011 - Suppl. Ordinario n.251.

 

Due i principi cardine della riforma:

1) a decorrere dal 1 gennaio 2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate a  decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità è calcolata secondo  il sistema contributivo;

2) a decorrere dal 1 gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che, nei regimi misto e  contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, le pensioni di vecchiaia, di  vecchiaia anticipata e di anzianità sono sostituite, dalle seguenti prestazioni:

a)     «pensione di vecchiaia»

b)    «pensione anticipata»

Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva,  previsti dalla normativa vigente, ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento  pensionistico di vecchiaia o di anzianità, consegue il diritto alla prestazione pensionistica  secondo tale normativa e può chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale diritto.

 

PENSIONE DI VECCHIAIA

A decorrere dal 1 gennaio 2012 uomini e donne potranno conseguire la pensione di vecchiaia  se:

a)     hanno una età anagrafica di 66 anni;

b)     hanno una anzianità contributiva di 20 anni.

 

ANNO

ETA' ANAGRAFICA

2012

66 anni

2013

66 e 3 mesi

2014

66 e 3 mesi

2015

66 e 3 mesi

2016

66 e 7 mesi

2017

66 e 7 mesi

2018

66 e 7 mesi

2019

66 e 11 mesi

2020

66 e 11 mesi

2021

67 e 2 mesi

2022

67 e 2 mesi

2023

67 e 5 mesi

2024

67 e 5 mesi

2025

67 e 8 mesi

2026

67 e 8 mesi

omissis

omissis

2050

69 e 9 mesi

 

 

PENSIONE ANTICIPATA

A decorrere dal 1 gennaio 2012 uomini e donne potranno conseguire la pensione anticipata se  in possesso di una anzianità contributiva (vedi infra)

al 31 dicembre dell'anno di riferimento,  con accesso alla pensione dal 1 settembre precedente.

 

UOMINI

ANZIANITA' CONTRIBUTIVA

2012

42 anni +1 mese

2013

42 anni +5 mesi

2014

42 anni +6 mesi

2015

42 anni +6 mesi

2016

42 anni + 10 mesi

2017

42 anni + 10 mesi

2018

42 anni + 10 mesi

2019

43 anni +2 mesi

2020

43 anni +2 mesi

2021

43 anni +5 mesi

2022

43 anni +5 mesi

2023

43 anni +8 mesi

2024

43 anni +8 mesi

2025

43 anni +11 mesi

2026

43 anni +11 mesi

omissis

omissis

 

2050

46 anni

DONNE

ANZIANITA' CONTRIBUTIVA

2012

41 anni + 1 mese

2013

41 anni +5 mesi

2014

41 anni +6 mesi

2015

41 anni +6 mesi

2016

41 anni + 10 mesi2

2017

41 anni + 10 mesi

2018

41 anni +10 mesi

2019

42 anni + 2 mesi

2020

42 anni + 2 mesi

2021

42 anni + 5 mesi

2022

42 anni + 5 mesi

2023

42 anni + 8 mesi

2024

42 anni + 8 mesi

2025

42 anni + 11 mesi

2026

42 anni + 11 mesi

omissis

omissis

2050

45 anni

 

PENSIONE ANTICIPATA AI LAVORATORI "TARDIVI": neoassunti dal 1 gennaio 1996
Requisiti:

a)     età anagrafica di 63 anni;

b)    anzianità contributiva di 20 anni;

c)  importo della prima rata di pensione pari ad almeno 2,8 volte l'assegno sociale (circa (  1.200 per il 2012).

 

ANNO

ETA' ANAGRAFICA

2012

63 anni

2013

63 e 3 mesi

2014

63 e 3 mesi

2015

63 e 3 mesi

2016

63 e 7 mesi

2017

63 e 7 mesi

2018

63 e 7 mesi

2019

63 e 11 mesi

2020

63 e 11 mesi

2021

64 e 2 mesi

2022

64 e 2 mesi

2023

64 e 5 mesi

2024

64 e 5 mesi

2025

64 e 8 mesi

2026

64 e 8 mesi

omissis

omissis

2050

66 e 9 mesi

PENSIONE ANTICIPATA DONNE CON 57 ANNI ETA'+ 35 ANNI CONTRIBUTI

L'art. 24, comma 14, del decreto-legge in esame, continua a prevedere la possibilità della  pensione anticipata (fino al 31 dicembre 2015)

ai sensi dell'articolo l, comma 9 della legge 23  agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni e integrazioni, ancorché si maturino i requisiti  

per l'accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011, per le lavoratrici che  abbiano almeno 57 anni di età ed un' anzianità

contributiva pari o superiore a trentacinque  anni, a condizione che optino per la pensione calcolata con sistema contributivo

(con perdita di  circa il 30% sul netto mensile rispetto all'importo con sistema di calcolo retributivo).

SCOMPARE L'EQUO INDENNIZZO E LA PENSIONE PRIVILEGIATA

L'art. 6 del di in esame interviene anche su equo indennizzo e pensione privilegiata.

Recita l’ articolo:

"Ferma la tutela derivante dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti dell'accertamento della dipendenza dell'infermità da
causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell'equo  indennizzo
e della pensione privilegiata. La disposizione di cui al primo periodo del presente
comma non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa
soccorso pubblico. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica,
inoltre, ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente provvedimento,  nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto il termine di
presentazione della domanda, nonché ai procedimenti instaurabili d'ufficio per eventi occorsi  prima della predetta data".

Legge 23 agosto 2004, n. 243, art. l, comma 9. "In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, è confermata la possibilità di conseguire il diritto all'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180.  Entro il 31 dicembre 2015 il Governo verifica i risultati della predetta sperimentazione, al fine di una sua eventuale prosecuzione"